DANTE PROFETA DELLA MODERNITA’

6 giugno 2021

locandina manoni

DANTE IN CORNICE

Opere sulle rime del sommo poeta

Inaugurazione sabato 25.09 alle 16.30 presso la Galleria Manoni 2.0
Siete tutti invitati!

manifesto 70x100 loghi alti con programma stampa_Tavola disegno 1 copia (1)

 

 

manifesto 70×100 con programma stampa

 

 

VOLANTINO 12.09 B

ESULI, PERSEGUITATI E DIRITTI VIOLATI

Da Dante Alighieri a Patrick Zaki alle donne afghane

 

 

Volantino 11 giugno a3

 

Volantino 11 giugno a3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MANOSCRITTO A PIEDI SCALZI con MONICA GUERRITORE Evento teatrale sabato 12 novembre alle 20.45 nell’Abbazia di San Mercuriale. Nell’ambito del ciclo L’Occidente nel Labirinto si è tenuto lo spettacolo “Manoscritto a piedi scalzi” composto dalle letture di brani originali scritti da Francesco e Chiara di Assisi quando ancora non erano stati santificati ma già fornivano attraverso le loro esistenze inimitabili modelli di autentica spiritualità. Le letture sono state interpretate da Monica Guerritore è da Giampiero Bartolini e sono state introdotte da Alessandra Righini e Pietro Caruso che ne hanno illustrato gli aspetti storico artistici e politico religiosi. Particolarmente significativa la presenza di Monica Guerritore che ha accolto l’invito del circolo Lamberto Valli delle Acli e della biblioteca comunale di Forlì alla sua partecipazione all’evento. Nel corso delle letture che riguardavano tre lettere scritte da Santa Chiara e due discorsi e un componimento poetico di San Francesco sono stati eseguiti pezzi musicali al clavicembalo e all’organo dal Maestro Filippo Pantieri. La serata era ad ingresso libero. Lo spettacolo è stato introdotto dai saluti dell’abate di San Mercuriale don Enrico Casadio, dall’assessora comunale alla cultura Elisa Giovannetti e dalla direttora della biblioteca comunale Renata Penni.

 

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Festival – L’occidente nel labirinto

4 ottobre 2016

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scarica qui il programma del festival da ottobre a dicembre

PROSSIMO APPUNTAMENTO

errata-corrige

ingresso libero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’INFERNO DI TREBLINKA

31 gennaio 2011

Giornata della Memoria

Voci recitanti: Nadia Abbondanza, Rita Bassi,
Marco Mosti, Andrea Panzavolta
Danze ebraiche a cura di Hora Chedera

Il Circolo Acli ‘L. Valli’, in collaborazione con il Comune di Forlì e il Centro Diocesano per l’ecumenismo e il Dialogo interreligioso, in occasione della Giornata della Memoria propone la lettura de L’inferno di Treblinka, di Vasilij Grossman, un reportage scritto appena pochi mesi dopo la liberazione da parte dell’esercito sovietico dell’omonimo campo di sterminio.

Lunedì 31 gennaio ore 21, Chiesa di S. Antonio Abate in Ravaldino (Corso Diaz, 105 Forlì).

Giornata della memoria 2011 (scarica la presentazione)

LA FATTORIA DEGLI ANIMALI

18 dicembre 2010

Ovvero come va a finire la mirabolante avventura di Pierino e il Lupo

Prima assoluta

Ore 11:00 Riservato alle scuole
Ore 21:00 Aperto al pubblico

Musica di Mino Marani
Testo di Andrea Panzavolta
Voce recitante: Mariolina Coppola
OrchestraAccademia Malatestiana

Ingresso: intero Euro 12,00 – ridotto Euro 10,00 – Club Giovani Euro 6,00 – Studenti fino a 18 anni Euro 3,00

 

 

La fattoria degli animali di George Orwell è un’acuta satira verso un certo tipo di totalitarismo, che ha avuto in Stalin la sua esemplificazione più clamorosa, dove la felicità inventiva e l’energia stilistica richiamano la grande tradizione libellistica inglese del ‘700.

Sfumando, perché ormai caduca, la polemica antistaliniana, Andrea Panzavolta, prendendo l’abbrivio dal finale di Pierino e il lupo, la mirabile fiaba musicale di Prokovie’f di cui questo adattamento può essere considerato a tutti gli effetti il sequel (anche dal punto di vista della forma), ha tuttavia conservato il messaggio dell’archetipo, un messaggio di straordinaria altezza civile da riscoprire e meditare.

 

> “La fattoria degli animali” (SCARICA IL LIBRETTO)

84.06

4 dicembre 2010

84.06, santasangre (Foto: Fabrizio Cerroni)

Creazione scenica da 1984 di George Orwell

Ideazione: Diana Arbib, Luca Brinchi, Maria Carmela Milano, Dario Salvagnini, Pasquale Tricoci
Musiche originali ed elaborazione dal vivo: Dario Salvagnini
Elaborazione video dal vivo: Diana Arbib, Luca Brinchi
Luci: Maria Carmela Milano
Con: Stefano Cataffo
Voce: Roberta Zanardo
Produzione: Santasangre 2006

Ingresso: intero Euro 12,00 – ridotto Euro 10,00 – Club Giovani Euro 6,00 – Studenti fino a 18 anni Euro 3,00

84.06

84.06 è un lavoro che sempre più si dirige verso la rottura del confine che separa il pensiero dall’accadimento. Il pensiero di per sé non include un’azione, ma nello stesso momento in cui si immagina qualcosa è insita un’azione, differente da quella fisica, ma non per questo di minore rilievo: il movimento nella visione cerebrale.
84.06
è un luogo dove spazio e tempo sono vaporizzati, sospesi, sconvolti continuamente dalla manipolazione e dalle modifiche esterne.
Il campo di indagine è la trasformazione della realtà, è la manipolazione del pensiero attraverso l’illusione delle immagini mediatiche.

La vicenda di questo lavoro si svolge in una scatola di vetro, allegoria di un sistema di condizionamento, al suo interno un uomo è stato catturato, il suo pensiero non rientra nei canoni dell’accettazione ai condizionamenti del sistema, non è il suo agire che si vuole bloccare, è il suo istinto a pensare come individuo che fa paura.Si deve correggere la sua essenza di uomo, si deve annientare la visione critica che permette una scelta, si deve eliminare la presa di coscienza dello stato di schiavitù in cui consumiamo il nostro quotidiano.
All’esterno lo spazio di azione è macchinato da due figure, che a loro piacimento (attraverso l’uso di dispositivi mediatici audio/video) permettono alla scatola di animarsi per soggiogare l’istinto dell’ultimo uomo.
E’ il pensiero ad essere spiato, catturato e tradotto in immagini, le azioni sono imposte da pulsioni sonore, le parole sono distrutte per dare spazio ad un nuovo modo di esprimersi.
Non c’è più distinzione tra momento sognato e realmente accaduto, non ha più importanza comprendere se quel che viene proposto è un sogno o realtà, hanno entrambi lo stesso peso: è tutto vero, è tutto falso, diventano affermazioni prive di contenuto.

Scarica foto Santasangre (Foto: Fabrizio Cerroni)

LA MUSICA E IL LEVIATANO

29 novembre 2010

Mozart e Salieri

Orchestra “Bruno Maderna
Flauto: Yuri Ciccarese
Pianoforte e direttore: Davide Franceschetti
Introduce: Ivan Bratti

Musiche di A. Salieri e W. A. Mozart

Ingresso: Intero € 7,00; Ridotto € 5,00 (fino a 18 anni); Gratuito per possessori di BAC

 

Dall’atto unico di Puskin ad Amadeus, il capolavoro di Milos Forman, il rapporto tra Salieri, esempio eminente di ‘intellettuale organico’, e Mozart, ‘maestro irregolare’ par exellence, è paradigmatico del modo in cui gli uomini di cultura da sempre si sono relazionati con il potere.

Le vite parallele di Salieri e di Mozart dicono come meglio non si potrebbe la lotta dell’artista tra la necessità di restare fedeli alla propria arte e gli inevitabili compromessi, tra creatività e propaganda, tra libertà e ambiguità.

CARI MAESTRI IRREGOLARI

19 novembre 2010

George Orwell e Marziale

Umberto Curi, Università di Padova, e Gerardo Bianco

Nella mattinata di sabato 20 novembre Gerardo Bianco incontrerà gli studenti del Liceo Scientifico Fulcieri Paolucci di Calboli di Forlì sul tema: “Costituzione e legalità”.

MEPHISTO

15 novembre 2010

di Ivan Szabò (Ungheria, 1981)

Al termine della proiezione
Pietro Caruso e Andrea Panzavolta discuteranno il film

Ingresso: Euro 5,00

 

Come e perché Hendrick Höfgen, un giovane attore tedesco di talento che nella Germania degli anni ’20 flirtò con le idee radicali di sinistra, diventò l’artista numero uno del regime nazionalsocialista.

Parabola sul teatro e sui suoi difficili rapporti col potere, è un film ammirevole per lucidità critica, fertile ambiguità, sapienza narrativa e tensione morale.

Tratto da un romanzo (1936) di Klaus Mann, è ispirato a un personaggio realmente esistito, il grande attore e regista Gustaf Gründgens (1899-1963), cognato dell’autore.

2 premi al Festival di Cannes.

 

 

 

> “Mephisto” di Klaus Mann - Recensione di Andrea Panzavolta

PRIMA DELLA RIVOLUZIONE

8 novembre 2010

di Bernardo Bertolucci (Italia, 1964)

Al termine della proiezione
Pietro Caruso e Andrea Panzavolta discuteranno il film

Ingresso: Euro 5,00

 

Storia di un amore impossibile: il ventenne Fabrizio, figlio di un’agiata famiglia di Parma, ama, riamato, Gina, giovane e nevrotica sorella di sua madre, ma non ha il coraggio (la maturità) di andare fino in fondo e si adatta a un matrimonio borghese di convenienza, rinunciando anche all’impegno politico di iscritto al PCI: “Per gente come me è sempre prima della rivoluzione”.

Esiste nel film la materia di un romanzo che coniuga passione con ideologia, materia che il 23enne Bertolucci, dopo l’esordio in La comare secca (1962), dispone in blocchi lirici puntando a esprimere la vibrazione poetica degli avvenimenti più che a rappresentare gli avvenimenti stessi.

È un film profondamente musicale sia in senso figurato come musica interna alle immagini sia in senso concreto come uso della musica (Ennio Morricone), dalle canzoni di Gino Paoli al Macbeth di Verdi nel sottofinale.

Si aggiungano gli atout della vibrante interpretazione di A. Asti e del bianconero di Aldo Scavarda che esalta i paesaggi di Parma e dei dintorni. Uno dei due o tre migliori esempi del giovane cinema italiano negli anni ’60.

 

> “Prima della rivoluzione” - Recensione di Andrea Panzavolta

 

CHI CONTROLLA IL PRESENTE CONTROLLA IL FUTURO

3 novembre 2010

Il potere e la comunicazione

Carmen Lasorella, Direttrice Generale San Marino RTV
Roberto Balzani, Sindaco di Forlì
Modera: Alessandra Righini, Presidente del Circolo Acli ‘L. Valli’

Ciò che sta accadendo in Italia è il tentativo di realizzare una compiuta produzione mediatica della decisione politica.

Le istituzioni statali vanno occupate non perché luoghi esclusivi del «politico», ma per prevenire una «politica insorgente» attraverso la gestione diretta, dai media alla formazione, dei processi di identificazione culturale.
Che poi ci sia un imprenditore politico a tirare le fila dovrebbe far riflettere sulla natura del populismo postmoderno che occupa il centro della scena politica nel capitalismo contemporaneo.

L’enfasi sulla libertà e sulla differenziazione sociale e culturale del populismo postmoderno convive infatti con la produzione mediatica di una sintesi tra interessi conflittuali tra loro, fattore indispensabile per la decisione politica.