L’Europa è anche Islam: il Divan di Goethe e di Hafez
Letture liriche tratte dal Divano occidentale-orientale di J. W. Goethe e dal Divan di Hafez
Musiche di M. Glinka, P. I. Ciajkovskij, M. Balakirev, N. Rimskij-Korsakov
Introduzione a cura di don Sergio Sala, teologo
Voce recitante: Sabina Spazzoli
Violino e viola: Paolo Chiavacci
Pianoforte: Filippo Pantieri
Coreografie a cura dell’associazione Gymnica 96
Uno dei tanti miti sottesi al Flauto magico è senza dubbio quello del ratto d’Europa: Tamino, infatti, è un principe orientale che si invaghisce di Pamina, fanciulla figlia dell’Abendland, della terra dell’Occasus.
Il loro incontro assurge, così, a emblema compiuto dell’incontro tra Islam e Europa.
Se ne era accorto Goethe, innamorato della Zauberflöte tanto da scriverne un seguito e da comporre – verrebbe da dire quale rutilante compendio – Il divano occidentale-orientale, mirabile punto d’incontro tra Occidente e Oriente. Il grande poeta di Weimar lo compose tra il 1814 e il 1827, mentre affrontava la poesia e la mistica islamica e la fluida ispirazione dell’Oriente, facendosi guidare da Hafez, il più grande poeta persiano di sempre.
Goethe stesso definì il suo canzoniere così: “Incondizionato abbandono all’insondabile volontà di Dio, contemplazione serena della mobile attività terrena, che si ripete sempre in cerchio o a spirale, amore, inclinazione che ondeggia tra due mondi, tutto il reale spiegato e risolto nel simbolo”.
In tempi di regressione tribale, fa bene ricordare – ascoltando Il Flauto magico e leggendo il Divan di Goethe – che l’Europa è anche Islam.












